Il FOLLETTO DI MONTEREGGIO
 

LIBRET”TINO”
 

Filastrocca di un folletto amico a Montereggio è finito, il suo nome è Librettino per gli amici solo Tino.
 

Ha l’aspetto tozzo e un po’ bizzarro di un vecchio abbecedario sa di inchiostro e carta antica e l’acqua non gli è amica.
 

Non è bello ma interessante un burlone affascinante, un folletto un po’ genietto, senza dubbio però di grande intelletto.
 

Lui sa tutto sa ogni cosa, qual è il più grande mare e quale vetta è ancora da scalare, chi ha scritto l’odissea e chi era Enea, quanto fà sei per sei e un milione meno ventisei.
 

Se dice abracadabra e sfiora le sue labbra, magiche parole escono da sotto la sua barba, sono un fiume, ma non hanno il suono una radio, sono senza volume, sono migliaia, ci sono tutte, la A,la Bi,la Ci la Di, la E, la Effe, e la Gi e via così, viaggiano e girano a volte per molto tempo finchè non trovano un pensiero con talento che le mette insieme dandogli buon senso, così gioiose danno la vita a un romanzo, una poesia, un trattato di filosofia.


Forse è successo così agli scrittori di tutti i tempi, quelli ombrosi e quelli contenti, ma soprattutto a quelli che scrivono storie per i lettori più intelligenti; i bambini e gli adolescenti.
 

Un giorno senza porsi troppe domande ha voluto provare l’emozione del viandante, così nella gerla di un ambulante è partito come emigrante, ed erano gli anni in cui le nostre nonne portavano tutte le lunghe gonne.
 

Chi a Milano, chi a Torino, in America o in Argentina, ha aiutato della gente a diventar molto importante qualcuno era di Montereggio qualcun altro di Parana ed ebbero come librai tutti una gran fama.
 

Ma al folletto ed ai librai la nostalgia non passava mai, così Tino è ritornato nel suo paese tanto amato.
 

Ora si nasconde nel borgo antico ed ogni bimbo gli è amico e quando è stanco e non vuol più giocare si riposa nella chiesa di S. Apollinare.
 

Un folletto intellettuale che non disdegna di scherzare così ogni cosa che lui tocca d’improvviso si anima e si da una mossa


Così è successo ieri l’altro è partito con grande slancio,ha incominciato a toccare ogni cosa ed è successa una magia meravigliosa.

Si sono mossi vasi e fiori dai balconi sono saltati fuori.
 

I cassoni della spazzatura al suo passaggio hanno corso di buona andatura e cani e gatti con gran cipilio li hanno guidati fin su al Cornoviglio.
 

I lampioni del paese sono scesi tutti insieme, sono andati giù al torrente per catturare la luce della luna nascente.
 

Dieci porcini e sei galletti sono passati tutti eleganti e si sono diretti in via Garzanti per corteggiare russole frizzanti.
 

Le castagne, più di cento,tutte in fila andavano correndo, contentissime di essere tonde per partecipare alla selezione di miss rubiconde.
 

Le cipolle un po’stizzite son passate tutte ben vestite, chi di bianco chi rosso sono andate giù al fosso per baciare un principe rospo, che è scappato inorridito per il loro alito incipollito
 

Il trattore del ruspista l’hanno trovato su una pista, che ballava il valzer lento, abbracciato ad una Nissan metallizzata argento.
 

Il Tiziano che arriva presto, ha rischiato un cardio arresto, nel vedere un geranio rosso correre a più non posso.
 

I Maucci e i Fogola tutti insieme a squarciagola a gridare a Librettino di tornare nel suo angolino, ma Tino birichino, scappa a Barcola scappa a Bronzo, come un monello sempre a zonzo, poi arriva fino a Parana per raccontare una storia strana, ci è rimasto una settimana per corteggiare una donzella, il suo nome è Isabella.
 

Innamorato non corrisposto si sente come l’Orlando furioso dell’Ariosto; con il cuore a pezzi sale In piazza Giovannacci e, mentre fa il nodo alle sue scarpe coi lacci, incontra lo sguardo incuriosito di un bambino, gli è simpatico ha negli occhi un guizzo birichino, perciò decide di regalargli un libricino.
 

Draghi, mostri, serpenti e, principesse senza denti, personaggi che abitano a volte le nostre menti e che con tanti espedienti ci aiutano a diventare grandi.
 

C’è Pinocchio che cavalca un rospo, Cappuccetto Rosso e Biancaneve che guidano uno spazzaneve sulle montagne del genovese, Cenerentola senza matrigna che vende gelati sulla Grigna, ed così che si nutre la fantasia con intelligenza e simpatia. Il bimbo viaggia con la mente e c’è Tino sorridente perché vede in quel bambino uno scrittore piccolino.
 

Perciò bimbi della Lunigiana e di tutta la Toscana venite a Montereggio a cercare Librettino, se li non lo trovate passate anche da Parana, chiamatelo chiedetegli di raccontarvi una storia strana, tra i folletti è il più speciale perché aiuta a fantasticare, a conoscere e a capire, sarete così forti e intraprendenti, irriducibili sognatori di tutti i tempi.
 

PastorApuana Antonella