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L’ODORE DEL BOSCO Dopo una serie per me interminabile di curve dove l’allora mio fidanzato Massi continuava a dire – Respira amore, senti l’odore del bosco! – arrivammo a Montereggio. Era maggio. Un giorno di maggio che volgeva quasi al suo termine ma ancora tanto luminoso da lasciare intravvedere il crinale delle basse montagne frastagliate dalle sagome scure dei castagni. Ancora abbastanza luminoso da farmi indovinare le case del borgo descritte a lungo da Massi nei suoi appassionati aneddoti montereggini, ma soprattutto abbastanza luminoso da farmi realizzare quanta gente sconosciuta gremiva la piazza Einaudi al nostro ingresso nel paese. Abbandonata la macchina nel parcheggio sotto la bellissima chiesetta in sasso, carichi di valigie, girammo verso la salita che porta alla prima piazza e lì la sorpresa. Perché quel giorno, per me comune a tanti altri, non lo era per tutta la gente che ai miei occhi si girò all’unisono per darci il benvenuto. Era il primo di maggio, il giorno della festa, il giorno del Cantamaggio. Ciò che stava accadendo e che ancora non conoscevo, era per Massi un rito quasi trentennale: i saluti! Lasciata sola ai piedi della torre campanaria, impalata come uno stoccafisso e col sorriso di circostanza paralizzato sulle labbra, il mio fidanzato, ancora per poco pensai, si precipitò infervorato dal sacro fuoco verso la folla. La massa per me omogenea e quasi solidale nel poter mettere in imbarazzo l’estranea impietrita e goffa che nella penombra li osservava, stava con maligna baldanza a dilungarsi in saluti ed effusioni che a me giungevano solo come una tortura. Quel che da lì in poi accadde è storia lunga. Sono passati dodici anni. Siamo sposati da dieci. Abbiamo due bambini. Una casa comprata da due anni a Montereggio e appena possiamo nei fine settimana “scappiamo” banalmente da Milano per rifugiarci nella calma, silenziosa e bella Montereggio, a parlare, passeggiare, mangiare, stare in compagnia. Nulla più. Ogni volta che siamo sulle curve che finalmente dopo due ore e mezzo ci fanno già sentire a casa, il papà Massi dice – Forza amori miei, abbassate i finestrini, respirate…e sentite che buono l’odore del bosco! – Elena |